venerdì 1 febbraio 2019

INTERNET E RES PUBLICA di Patrizio De Luca

Oggi, durante il nostro corso Cittadini al tempo dei social abbiamo parlato del rapporto tra internet e politica. Cosa è cambiato in politica da quando i social sono diventati lo strumento di comunicazione più utilizzato?
Assistiamo ai seguenti fenomeni, molti dei quali allarmanti:
la perdita di autorevolezza dei media tradizionali, mediatori di primo grado,
la necessaria velocità nella visualizzazione dei messaggi: per andare incontro ai ristretti tempi di lettura e di attenzione essi devono essere concreti, brevi, colpire nel segno il lettore; di conseguenza il dibattito perde il suo spessore, si semplifica e si banalizza (con attenzione maggiore ai bisogni materiali)
contrariamente a ciò che ci si aspetta si verifica un rafforzamento della struttura del potere, che amplifica i messaggi più popolari: quindi viene consolidato il pensiero unico, controllato e diffuso mediante sistemi di tipo commerciale.
Anche dei tweet o dei post possono trasformarsi in una forma di controllo, perché fanno credere al lettore di essere informato in tempo reale sulla partecipazione alla vita del politico durante la giornata: la quantità delle visualizzazioni supplisce la validità sostanziale del messaggio.
Esistono dei siti come “Meet up’’ che sono nati per essere luogo virtuale incontro tra persone con idee simili.
L’informazione, non sempre corretta e verificata, prevale sulla formazione civica, qualità imprescindibile per una partecipazione consapevole alla vita del Paese.
La comunicazione sul web è caratterizzata dunque da tre punti fondamentali:
La DISINTERMEDIAZIONE: la comunicazione diretta tra politici e cittadini
la SEMPLIFICAZIONE: la riduzione dello spessore dei contenuti, la comunicazione attraverso slogan, con un linguaggio mutuato da quello pubblicitario
la VELOCIZZAZIONE: collegata alla precedente, si basa sull’esigenza di conformarsi ai tempi di utenza tramite web, non più di 30 secondi.

PATRIZIO DE LUCA IIA

SOCIAL E POLITICA VANNO D'ACCORDO? di Mario Vietri




La tecnologia, il web e soprattutto i social stanno sempre di più prendendo piede quale uno strumento che permette a tutti di esporre il proprio pensiero senza vincoli. Sono ormai molti i politici che utilizzano i social network per manifestare le proprie idee politiche, ma anche per mostrare la propria vita privata e fare dichiarazioni su argomenti di vario genere.
E' vero, negli ultimi anni l'informazione è cambiata, infatti sono sempre meno le persone che acquistano quotidianamente un giornale o seguono programmi televisivi; tramite internet siamo continuamente in contatto con tutto e tutti.
Ma cosa cambia nell'informazione? Sostanzialmente la velocità e la maggiore concretezza sono i due aspetti che suscitano l'interesse del lettore e fanno preferire i social ai classici media. Possiamo dire che internet e il web in generale sono il futuro, per questo se usati per scopi ben precisi possono essere molto utili. Di recente è stato fatto un sondaggio in Brasile mediante voto online; il risultato è stato positivo e ci proietta inevitabilmente verso questa strada. Penso che la politica diffusa attraverso i social possa rappresentare un'opportunità per cercare di avvicinare i giovani a questo mondo finora a molti estraneo.

MARIO VIETRI IVB

I SOCIAL SONO STRUMENTI UTILI PER IL DIBATTITO POLITICO? di Riccardo Spadafora


Ormai i social sono utilizzati per tutto: per diffondere notizie politiche, notizie sportive, gossip.
Sempre meno vengono acquistati giornali o riviste tradizionali, l’informazione passa sempre più spesso dal web. I social possono avere sia aspetti positivi che negativi all'interno del dibattito politico. Certo la notizia può essere dissusa e appresa molto più velocemente da tutti. E' utile anche per avere uno scambio di idee con un esponente politico con il quale sarebbe impossibile avere un contatto diretto, in prima persona.
Gli aspetti negativi del web possono in sintesi individuati nella logica commerciale che li caratterizza. Attraverso sistemi di controllo, i gruppi politici possono acquistare, secondo il proprio peso economico, dei database con moltissime informazioni sui cittadini. In questo modo il cittadino, attraverso la sua tracciabilità mediatica, è vulnerabile e manovrabile in qualche modo, perchè controllato nei suoi gusti, nei suoi interessi e acquisti. Il politico è diventato un "esperto del marketing".
E ancora...Molte volte i post sembrano darci una notizia in tempo reale ma la sostanza delle informazioni è nulla.
Sono tuttavia pochi i cittadini che vanno alla ricerca della notizia onesta e completa.
Io penso che i social siano molto utili perchè consentono a tutti di avvicinarsi alla politica, e di raggiungere e coinvolgere nel dibattito anche le nuove generazioni.
Il social però deve essere utilizzato in modo intelligente e produttivo, per comunicare e informarsi, ma con la giusta necessaria consapevolezza dei limiti attuali, cercando modalità costruttive di crescita e confronto.
RICCARDO SPADAFORA 4B

MEDIA O SOCIAL MEDIA? di Francesca Viscolo



Da anni ormai internet è diventato quotidianità per la grande maggioranza dei cittadini, cambiando radicalmente il nostro approccio alla sfera politica.
Un aspetto significativo dell’informazione attuale si concretizza nel venir meno dell'autorevolezza dei media tradizionali,come giornali e telegiornali, acquisita piuttosto dai social che utilizzano un mezzo più immediato per apprendere notizie. Però se da un lato questo può sembrare una cosa positiva in quanto una notizia si diffonde in modo più immediato, da un altro questa immediatezza porta ad escludere l'aspetto teorico e il dibattito, fondamentali nel mondo politico.
Questo potrebbe portare certo ad una pluralizzazione dei punti di vista ma in realtà i meccanismi della rete non fanno altro che produrre una omologazione intorno al pensiero che ha maggiore seguito.
Il web può diventare anche strumento diretto di democrazia, con l’evote. Utilizzato per la prima volta in una regione del Brasile per raccogliere il parere degli elettori in materia economica, e in Estonia come nuovo sistema di consultazione elettorale, l’evote solleva una serie di interrogativi. Il monitoraggio dei risultati ha mostrato che solo il 7% in più degli elettori tradizionalmente coinvolti ha partecipato. Costoro erano persone che avevano dimestichezza con l' informatica e non erano in realtà molto interessati alla politica; quindi tra social e politica non c'è sempre concordanza.
Secondo il mio pensiero ci sono vie praticabili di utilizzo dei social in politica, ma con la giusta moderazione del dibattito, che spesso raggiunge toni poco civili, disciplinando gli interventi e senza abbandonare i tradizionali sistemi di informazione.


Francesca Viscolo IVB

E’ DAVVERO EFFICACE L’E-DEMOCRACY? di Giulia Pia Truda


La diffusione dei social network a tutti i livelli ha coinvolto anche la sfera politica, che utilizza il web ormai come canale preferenziale.
Uno dei mezzi più utilizzati per l’estensione del pensiero politico è la “Democrazia Digitale” meglio conosciuta come “e-democracy”. Essa è una forma di democrazia diretta (termine finora utilizzato quasi esclusivamente per i referendum), che si avvale delle moderne tecnologie dell’informazione e della comunicazione nelle consultazioni popolari o nella partecipazione politica.
Ma quali sono i problemi che comporta questa nuova forma di diffusione politica?
Molti sono i punti deboli dell’e-democracy.
Essa utilizza uno spazio virtuale, che permette certo l’abbattimento dei limiti geografici. Tuttavia ciò avviene rendendo superfluo il contatto diretto, quella relazione fatta di scambio in tempo reale, limitando forse qualitativamente il dibattito.
Non si può negare che il confronto via social permette una maggiore diffusione e una partecipazione superiore in termini numerici, ma la qualità e la dignità di questa partecipazione sono garantite?
Un'altra conseguenza delle trasformazioni socio-politiche in atto è la modificata funzione degli intermediari, quali sono stati per lungo tempo i giornalisti della carta stampa e della televisione. Costoro, non solo informavano, ma davano anche indicazioni su come interpretare le informazioni ricevute. Ad oggi sta subentrando un rapporto sempre più diretto tra politici ed elettori, reso possibile attraverso le nuove tecnologie di informazione e specialmente i social network. C’è da chiedersi però in modo critico e consapevole se essi non ci offrano in realtà un’illusione di democrazia, facendoci credere che la essa possa esercitarsi solo nella possibilità di interagire con un post di poche righe.
La questione resta aperta. E’ certo però che, in questo intricato labirinto pieno di trappole rappresentato dal connubio tra politica e social, solo un’informazione libera e consapevole che preceda e accompagni lo scambio madiatico si presenta come antidoto alla banalizzazione del confronto e all’appiattimento della propria visione della realtà


Giulia Pia Truda IVB

Social-politica di Paolo Murino



Con l'avvento di internet il metodo di diffusione del pensiero politico è radicalmente cambiato: dai giornali alla televisione si passa al nuovo mondo del web e dei social. Questo ha permesso a moltissime persone di informarsi e di entrare a far parte della sfera politica a cui prima magari erano completamente estranee. Ma insieme a queste conseguenze che possono sembrare positive recenti studi sociologici mettono in luce nuovi comportamenti dei cittadini. Infatti questa maggiore possibilità di informazione ha causato una sorta di pigrizia da parte del cittadino che si è abituato a trovare sul profilo social del suo partito o politico preferito notizie e commenti che quasi mai vengono confrontati e verificati. Tutto questo non ha fatto altro che aumentare il fenomeno del populismo e ha facilitato la diffusione della comunicazione politica delle promesse, fatta di slogan e volta a colpire l’elettore nella sua emotività e nei suoi bisogni principali.


Paolo Murino IVB

E-DEMOCRACY: FREGATURA O VANTAGGIO? di Federica Concilio


Con l’avvento della diffusione mediatica della politica, la democrazia è diventata e-democracy (democrazia online) con lo scopo di far arrivare in tempo reale le notizie politiche ad una cerchia più ampia di persone rispetto al metodo di diffusione tradizionale, che prevedeva la funzione mediatrice di un giornalista intento a carpire ogni parola del politico.
La vita politica del Paese può migliorare o peggiorare attraverso l’uso dei social?
Sono molti e discordi i pareri al riguardo. Analizziamo dunque i pregi e i difetti della e-democracy.
Uno dei vantaggi è rappresentato dalla possibilità per il cittadino di essere interlocutore attivo nel dibattito, attraverso la partecipazione democratica e diretta online. Migliaia di cittadini infatti, condividono idee e soluzioni, attraverso sistemi operativi, per creare un Paese migliore. Si condividono e si discutono temi che riguardano il nostro futuro, dalla giustizia alle tasse, dalla sicurezza al lavoro, attraverso l’espressione di un parere partecipato. Una forza politica che si presenta ad elezioni nazionali con soluzioni scelte direttamente dai cittadini, permette di rispondere alle esigenze delle persone comuni, contrapponendosi ai soliti programmi politici condivisi da poche persone sedute ai tavoli del potere economico. Nonostante gli evidenti vantaggi, nel 2012, in Brasile, vi è stata una votazione con il fine di valutare l’incremento dei votanti rispetto alle votazioni tradizionali. In effetti questo incremento c’è stato, ma ha registrato solo il 7% in più di votanti, dimostrando una lieve e ininfluente variazione, tenendo anche conto del fatto che i votanti in più erano giovani, non interessati all’esito della votazione e che non si sarebbero pronunciati se questa non fosse avvenuta online.
Il difetto sostanziale della politica su internet è l’aumento dell’aspetto materiale della diffusione mediatica che utilizza una certa superficialità del dibattito e una minore concretezza del tema, con lo scopo di colpire, anche solo con un titolo, l’utente nei suoi bisogni, lasciando dietro l’aspetto teorico del dibattito. Infatti i social tendono a velocizzare le informazioni tralasciando talvolta la veridicità delle notizie. A questo punto poi prendono piede le fake news, che mettono in primo piano la notizia senza pesare la loro attendibilità. Il fenomento della post verità prevede che la notizia sia lanciata sul web, poi diffusa a tappeto, infine verificata ed eventualmente smentita. Sarebbe interessante studiare questo singolare e pervasivo fenomeno, rilevatore di un’operazione, più consapevole e finalizzata di quanto si possa immaginare, volta a abituare l’opinione pubblica a reazioni istintive ed emotive. Attraverso i titoli ad effetto infatti, il cittadino si fa prendere dall’aspetto sentimentale e personale.
A questo punto io credo che la e-democracy sia una buonissima cosa se usata correttamente. Infatti il fatto che vengano coinvolte molte più persone è una cosa positiva. Il limite del dibattito su rete è costituito dalla difficoltà diffusa di mantenere un rispettoso equilibrio in presenza di pensieri discordi. Ma questo non accade, anzi, si assiste spesso alla censura di commenti scomodi che vanificano il diritto di parola e pensiero sancito dalla Costituzione.
CONCILIO FEDERICA IVB

CITTADINO CONSAPEVOLE di Mario Vietri

Oggi è stato l'ultimo incontro del progetto 'Cittadini ai tempi del social' che ci ha permesso con l'aiuto della prof.Palmie...